49) Furet. Dalla Rivoluzione francese una filosofia della storia.
Franois Furet (1927-1997), storico di fama internazionale, 
divenuto famoso presso il grande pubblico per l'opera Il passato
di un'illusione. L'idea comunista nel ventesimo secolo (1995). Ma
il meglio di s egli lo aveva gi dato con i suoi studi sulla
Rivoluzione francese e con il recupero dell'opera storiografica di
A. de Tocqueville e A. Cochin.
In questa lettura egli osserva che in questo secolo sono state
elaborate le linee di una filosofia della storia come storia
lineare dell'emancipazione dell'umanit, che ha le sue tappe
principali nella Rivoluzione francese e nella Rivoluzione russa.
F. Furet, Penser la Rvolution franaise [Critica della
Rivoluzione francese].

 La Rivoluzione francese non  soltanto la Repubblica, ma anche
un'illimitata promessa d'uguaglianza e una forma privilegiata di
mutamento, e per restituirle la sua dinamica e il suo incanto
basta vederci, invece che un'istituzione nazionale, una matrice
della storia universale. Il diciannovesimo secolo credeva nella
Repubblica, il ventesimo crede invece nella Rivoluzione, e queste
due immagini si basano sullo stesso evento.
I socialisti della fine del diciannovesimo secolo concepiscono
infatti la propria azione come solidale e insieme distinta da
quella dei repubblicani: solidale perch la repubblica, ai loro
occhi,  la conditio sine qua non del socialismo; distinta, perch
la democrazia politica  una fase storica dell'organizzazione
sociale che va superata, e 1'89 non fonda una condizione stabile,
bens un movimento che trova la sua logica in questo superamento.
La lotta per la democrazia e quella per il socialismo sono due
configurazioni successive di una dinamica dell'uguaglianza di cui
la Rivoluzione francese  l'origine. Si  venuta cos delineando
una visione, o meglio una storia lineare dell'emancipazione
dell'umanit la cui prima fase fu la nascita e la diffusione dei
valori dell'89, e la seconda - attraverso un'altra rivoluzione,
socialista, questa volta - avrebbe dovuto portare a compimento le
promesse dell'89: questa sorta di meccanismo a due tempi sottende
ad esempio la storia rivoluzionaria di Jaurs, ma giustamente i
grandi autori socialisti non ne stabilirono il secondo tempo,
ancora di l da venire.
Col 1917, tutto cambia. La rivoluzione socialista ha ormai un
volto, e la Rivoluzione francese, pertanto, cessa di essere il
modello di un futuro possibile, auspicabile, sperato ma ancora
privo di contenuto, per diventare la madre di un evento reale,
datato e registrato: l'ottobre del 1917. Come vedremo in uno dei
saggi seguenti, questa filiazione fu sempre ben presente ai
bolscevichi, prima, durante e dopo la Rivoluzione russa. Ma, di
rimbalzo, gli storici della Rivoluzione francese proiettano
anch'essi nel passato i propri sentimenti o giudizi sul 1917, e
nella prima rivoluzione tendono a privilegiare ci che
apparentemente annuncia o prefigura la seconda. Nel preciso
momento in cui la Russia subentra alla Francia nel ruolo di
nazione all'avanguardia della storia, nel bene e nel male, perch
eredita dalla Francia e dal pensiero del diciannovesimo secolo l'
elezione rivoluzionaria, la storia della Rivoluzione russa e
quella della Rivoluzione francese si accavallano e s'inquinano
reciprocamente: i bolscevichi si scoprono degli antenati
giacobini, e i giacobini diventano dei precursori del comunismo.
F. Furet, Penser la Rvolution franaise,
traduzione italiana di S: B: Cattarini Critica della Rivoluzione
francese,
Laterza Bari, 1987, pagine 9-10.
